martedì 26 gennaio 2016
giovedì 31 dicembre 2015
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO PER LA FINE DELL’ANNO 2015
PREGHIERA DI
RINGRAZIAMENTO A DIO PER L’ANNO TRASCORSO
INNO “Te Deum”
Noi ti
lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
PREGHIERA DI
RINGRAZIAMENTO PER LA FINE DELL’ANNO 2015
Ti ringrazio
Santissima Trinità per il dono di quest’anno. È stato un tempo di grazia per
diventare sempre di più figlio/a di Dio. Non sempre ho usato il tempo come un Tuo
dono. Spesso l’ho usato come una mia proprietà. Ancor più spesso l’ho usato per
mettere radici negli inferi – la mia falsa “trinità”: me, me stesso e io solo –
invece di mettere radici nel Cielo, il tuo Cuore Eucaristico! Voglio chiederti
perdono perché troppo spesso mi faccio bloccare dallo spirito di morte, dallo
spirito di tristezza, dallo spirito di paura, dallo spirito di confusione
mentale, dallo spirito di ansia, dallo spirito di impurità – tutti sintomi
della mia separazione da Dio – invece di affrontare il buon combattimento della
fede con la spada della Parola di Dio, dei Sacramenti e della Preghiera perché dimori
in me lo Spirito Santo: spirito di vita, spirito di gioia, spirito di fiducia,
spirito di sapienza, spirito di pace e spirito di d’Amore; tutti effetti della
mia unione a Dio!
Ti ringrazio
Santissima Trinità per tutti quei momenti in cui ho ricevuto la grazia dell’illuminazione
da Gesù unica vera luce del mondo, per tutti quei momenti che mi sono fatto
purificare dalle situazioni di croce, pregando, vivendo per grazia l’accettazione
e l’offerta della croce e allora Tu, o Santissima Trinità, mi hai unito più strettamente
a te, mi hai guarito e liberato, mi hai fatto risorgere secondo la misura della
mia fede e del Tuo Amore che tutto può, anche l’impossibile!
Ti ringrazio Santissima
Trinità per il dono di Gesù che nelle mie cadute si è fatto mio cireneo, che
nelle mie cadute si è fatto mio samaritano e che nelle mie cadute è caduto con
me per darmi la forza di rialzarmi.
Ti ringrazio
Santissima Trinità per il dono di Maria Santissima che anche quest’anno è stata
la mia maestra, la mia mamma paziente e il mio sostegno nei momenti di maggiore
prova!
Ti ringrazio
Santissima Trinità per tutto il bene che mi hai donato di fare quest’anno, per
tutte le sante comunioni e le sante confessioni, espressioni della misura del
Tuo Amore che ho accolto nel mio cuore.
Ti ringrazio
Santissima Trinità tutte quelle volte che ho avuto l’umiltà di accettare di
essere azzerato nelle mie “opere umane” e di permetterti di fare “l’opera di
Dio” nella mia vita; quelle sono state le perle preziose di quest’anno.
Santissima Trinità, mi
consacro a te nel Corpo e nel Sangue di Gesù, per le mani di Maria Santissima e
di San Giuseppe suo castissimo sposo insieme a tutta la Chiesa nei santi, nei
martiri e negli angeli. Amen.
martedì 29 dicembre 2015
IL MATRIMONIO SACRAMENTALE CELEBRATO VALIDAMENTE E CONSUMATO E' INDISSOLUBILE
Come il Papa non può sconsacrare un'ostia consacrata dal prete più
"scazonte" così ancora di più nessuna Autorità Umana può sciogliere il
sacramento matrimoniale basato sulla grazia divina in cui i due sposi
davanti a Dio sono diventati "una sola carne" indissolubile. Guai alle
autorità umane che hanno questa superbia!
lunedì 28 dicembre 2015
LA VIOLENZA DEI LAICISTI
SAN GASPARE DEL BUFALO (1786-1837) - oggi, 28 DICEMBRE è l'anniversario della sua morte, la sua memoria liturgica cade il 21 ottobre -
fu incarcerato 4 anni anche a IMOLA per essersi rifiutato di giurare
all'imperatore NAPOLEONE! A metà gennaio 1813 san Gaspare del Bufalo fu trasferito nelle carceri
terribili di Imola insieme ad altri compagni: qui la convivenza non era
più soltanto con sacerdoti, ma con malfattori di ogni specie. Vi
rimasero due mesi, dopo di che, per interessamento di persone influenti,
vennero trasferiti nella Rocca della città. Il 25 gennaio 1813, con raggiri e inganni, Napoleone strappava
al papa Pio VII la firma di un abbozzo di concordato, che invece
pubblicava come accordo definitivo, come legge per i rapporti dello
Stato con la Chiesa. Agli occhi di molti sembrava chiara la
riconciliazione e legittima l’obbedienza all’imperatore. Fu quindi chiesto ai ribelli un giuramento definitivo entro il primo di maggio
1813 che era un atto di apostasia. Ma i più integri non cedettero: tra questi san Gaspare del Bufalo -
non cedette alla violenza degli atei, degli agnostici e dei
razionalisti imolesi e lughesi - nonostante che diversi avessero tentato
di "persuaderlo" a cedere. La sua fermezza dovette scontarla con una
prigionia più severa nella Rocca di Lugo di Romagna. Non poteva CELEBRARE nemmeno LA SANTA MESSA! Nel "giuramento" al LAICISMO, a NAPOLEONE,
c'era il rinnegare il PAPA!!!! Chi non giurava al LAICISMO veniva ostracizzato con violenza in nome della "libertà", della "tolleranza", della "fratellanza" e della "uguaglianza" della rivoluzione francese madre di tutti i totalitarismi genoicidi del '900! Ma San Gaspare non si piegò!!! Erano i
tempi in cui il papa PIO VII, precedentemente anche vescovo di Imola, fu incarcerato e fatto
deportare da Napoleone nel 1809! Il SANGUE DI GESU', di cui san Gaspare
del Bufalo è araldo instancabile, è sceso anche su NAPOLEONE in esilio a
Sant'Elena e lo ha convertito.QUANDO LA MISERICORDIA DI DIO VIENE INTESA MALE!
Il
cristiano è nella gioia perché il Suo Dio è Misericordia. Ma anche
noi come le
folle che si accostavano a San Giovanni Battista dobbiamo chiederci: “Cosa dobbiamo fare?”. Cosa dobbiamo fare
per ricevere la Misericordia di Dio ed essere così nella vera gioia? Scrive San’Alfonso Maria de Liguori (1696-1787),
vescovo, dottore della Chiesa e patrono dei teologi e dei moralisti: "Sant'Agostino dice che il demonio inganna gli uomini in due modi: con
la disperazione e con la speranza. Dopo il peccato, tenta il peccatore alla
disperazione con il terrore della divina giustizia; ma prima di peccare spinge
l'anima al peccato con la speranza nella divina misericordia. Perciò il Santo ammonisce: «Dopo il peccato,
spera nella misericordia, prima del peccato, abbi timore della giustizia».
Infatti non merita misericordia chi si serve della misericordia di Dio per
offenderlo. Dio usa misericordia con chi lo teme, non con chi si serve di essa
per non temerlo. È difficile trovare una persona così disperata, che voglia
veramente dannarsi. I peccatori vogliono peccare senza perdere la speranza di
salvarsi. Peccano dicendo: «Dio è misericordioso; farò questo peccato e poi mi
confesserò». «Farò ciò che mi piace, tanto Dio è buono»: cosi parlano i
peccatori, come scrive sant'Agostino. Però tanti con questo modo di pensare
sono finiti male. Dice il Signore: Non dire: «La sua misericordia è grande; mi
perdonerà i molti peccati» (Sir 5,6). Non dire: «Per quanti peccati io possa
commettere, con un atto di dolore sarò perdonato!» E perché? Poiché ci sono
presso di lui misericordia e ira, il suo sdegno si riverserà sui peccatori. Dio
pur essendo misericordioso, è anche giusto ... Dio promette la sua misericordia
a chi lo teme, non a chi abusa di essa. La sua misericordia si stende su quelli
che lo temono (Lc 1,50), cantò la Madre di Dio. Agli ostinati Dio minaccia la
giustizia. [...] Insomma, dice San Paolo, non ci si può prendere gioco di Dio
(Gal 6,7). Non si può offenderlo continuamente con proposito e poi pretendere
il Paradiso. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato: chi semina peccati
non ha motivo di sperare altro che il castigo da scontare nell'inferno. La rete
con la quale il demonio trascina le anime all'inferno e l'inganno sibilato
attraverso le parole: «Peccate pure liberamente, perché vi salverete nonostante
tutti i peccati». Dio detesta la speranza di chi si ostina al peccato poiché la
loro speranza è abominio. Una tale speranza provoca Dio al castigo, meritato da
chi, abusando della sua bontà, lo ha offeso in tutti i modi”. Sono le
viscere della misericordia di Dio (ebr. “rahamin”, “viscere”; “hesed”,
“misericordia”) che vuole fare partecipi – dice papa Benedetto XVI – della “sua gioia,
divina ed eterna, facendoci scoprire che il valore e il senso profondo della
nostra vita sta nell’essere accettato, accolto e amato da Lui, e non con
un’accoglienza fragile come può essere quella umana, ma con un’accoglienza
incondizionata come è quella divina: io sono voluto, ho un posto nel mondo e
nella storia, sono amato personalmente da Dio”. Per entrare nella Misericordia di Dio e sperimentare
la gioia di essere “figlio di Dio” bisogna passare per il perdono di Dio, la
croce del cammino di conversione. Dice papa Benedetto XVI: “Un vero perdono è qualcosa del tutto diverso da un debole «lasciar correre».
Il perdono è esigente e chiede ad entrambi - a chi lo riceve ed a chi lo dona -
una presa di posizione che concerne l'intero loro essere ... La croce come
espiazione, la croce come "forma" del perdono e della salvezza non si
adatta ad un certo schema del pensiero moderno. Solo quando si vede bene
il nesso fra verità ed amore, la croce diviene comprensibile nella sua vera
profondità teologica. Il perdono ha a che fare con la verità e perciò esige la
croce del Figlio ed esige la nostra conversione. Perdono è appunto restaurazione
della verità, rinnovamento dell'essere e superamento della menzogna nascosta in
ogni peccato. Il peccato è sempre, per sua essenza, un abbandono della
verità del proprio essere e quindi della verità voluta dal Creatore, da
Dio". Infatti San Giovanni Battista presenta Gesù come colui che “battezza in Spirito Santo e fuoco”, “tiene in mano la pala per pulire la sua aia”
e che “raccoglierà il frumento nel suo
granaio ma brucerà la paglia con fuoco inestinguibile”. Infatti, dice papa Benedetto XVI: “Un Gesù che sia d'accordo con tutto e con
tutti, un Gesù senza la sua santa ira, senza la durezza della verità e del vero
amore, non è il vero Gesù come lo mostra la Scrittura, ma una sua miserabile
caricatura. Una concezione del "vangelo" dove non
esista più la serietà dell'ira di Dio, non ha niente a che fare con la vangelo
biblico”. Esiste un odio evangelico
indirizzato non verso le persone ma verso il male che è tutto ciò che ci fa
vivere solo da “figlio dell’uomo” e ci impedisce di vivere da “figlio di Dio”.
Dice Gesù: “Se
uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli,
le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc.14:26). Il padre, la madre e se stessi sono realtà “buone” ma non assoluti se mi
fanno perdere la mia dignità di “figlio di Dio”. Tanto che Gesù rincara la
dose: “se la tua mano, il tuo piede, il tuo
occhio”, “ti è occasione di
scandalo”, cavali e gettali via da te, “è
meglio per te entrare nella vita con” una mano sola, un piede solo e un occhio
solo, che avere due mani, due piedi e due occhi, “ed essere gettato nella Geenna del fuoco” (Mt.18). Una gioia che
passa dalla croce, sempre! Dire di “no” al male – la semplice vita da “figlio
dell’uomo” destinata a marcire – per dire un “sì” più grande a Dio, la vita da
“figlio di Dio” che fa esperienza della Misericordia di Dio fondandosi sulla
gioia di Dio, la “parte migliore che non
sarà tolta” (Lc.10,42). San Giovanni Battista dice ai lontani – i
pubblicani e i soldati – che tutti abbiamo il “contenitore” per ricevere la
grazia, la vita divina ma che questo chiede un cambiamento di mentalità. Infatti, aggiunge Giovanni, riguardo a Gesù: “Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. L’azione di Gesù non
sarà quella di mettere le persone in un “battesimo
d’acqua”, di rigenerarle in un nuovo “liquido amniotico” per essere l’idolo
di se stesse, ma di “battezzare in
Spirito Santo e fuoco”, di
rigenerarle dall’alto nella stessa croce, nello stesso amore di Dio alle
creature. Tanto che San Giovanni Battista dal carcere manderà un messaggio a
Gesù molto severo: “Sei tu quello che
doveva venire o ne dobbiamo aspettare un altro?”. La Misericordia di Dio
supera di gran lunga la sua Giustizia! Ma non una falsa misericordia preventiva
che ci abilita a peccare ma la Misericordia che quando abbiamo il dolore del
nostro peccato ci assolve validamente nella confessione sacramentale e ci dona
di aprire il cuore al dono inestimabile di diventare “figli di Dio”.
NESSUNO CHE NON SIA PENTITO DEL SUO PECCATO E VI RINUNCI E FACCIA
ATTI DI PENTIMENTO E PENITENZA PUO' RICEVERE LA MISERICORDIA!!! Senza DISPIACERE del proprio peccato non c'è ASSOLUZIONE VALIDA ed è per
questo che san Pio da Pietrelcina, giustamente, cacciava via i falsi
penitenti ... quelli che non erano pentiti del loro peccato ...
venerdì 18 dicembre 2015
PROPONIAMO "SANTA CLAUS O SAN NICOLA", NON PROPONIAMO LA VERSIONE LAICISTA DI "BABBO NATALE".
San Nicola o Santa Claus (260-326 d.C.), vescovo di Myra (Turchia),
patrono anche di Bari, di famiglia benestante, puro e pieno di carità
fin da bambino. Alla morte dei genitori, sapendo di una famiglia in
gravi difficoltà economiche che per far sposare le tre figlie con la
dote aveva ipotizzato l’espediente di farle prostituire, introduce di
notte il sacchetto d’oro attraverso la finestra,
per tre volte, secondo il consiglio evangelico: “non sappia la tua
sinistra ciò che fa la tua destra”. Ma il padre delle figlie la terza
volta, lo scorge e sebbene san Nicola si fa promettere l’anonimato, la
sua fama si sparge rapidamente. Festeggiato il 6 dicembre in particolare
nei Paesi Bassi, elargisce regali a partire dal 5 dicembre. “Santa
Claus” nei paesi anglosassoni, “San Nikolaus” in Germania.
Cosa notiamo?
1)I REGALI vanno fatti a chi ha bisogno!
2)I REGALI vanno fatti in maniera anonima!
3)I REGALI sono espressione del “di più”, dell’essere “figlio di Dio” cioè dell’aver ricevuto il vero regalo del Natale: Gesù che è Dio!
Nella iconografia Santa Claus è vestito di rosso, la barba lunga e bianca, con la mitra da vescovo, il pastorale in mano e tre sacchetti o palle d’oro o sacchetti di regali ai piedi che si appresta a regalare o sopra un asinello. Il vero babbo Natale è Santa Claus. Per amore di Cristo, unico grande regalo del Natale, porta dei “segni” di gioia di questo unico regalo. Amen.
1)I REGALI vanno fatti a chi ha bisogno!
2)I REGALI vanno fatti in maniera anonima!
3)I REGALI sono espressione del “di più”, dell’essere “figlio di Dio” cioè dell’aver ricevuto il vero regalo del Natale: Gesù che è Dio!
Nella iconografia Santa Claus è vestito di rosso, la barba lunga e bianca, con la mitra da vescovo, il pastorale in mano e tre sacchetti o palle d’oro o sacchetti di regali ai piedi che si appresta a regalare o sopra un asinello. Il vero babbo Natale è Santa Claus. Per amore di Cristo, unico grande regalo del Natale, porta dei “segni” di gioia di questo unico regalo. Amen.
venerdì 30 ottobre 2015
Lettera agli Zombi 2015
Come ogni anno si avvicina il falso
Halloween stregonesco e occultista inventato di sana pianta negli anni
’70. La parola Halloween in inglese sincopato significa letteralmente
“Vigilia di tutti i santi”. Ovvero l’albeggiare della luce che schianta
le tenebre. Non si tratta del compleanno di satana, per i satanisti. Non
si tratta della notte delle streghe in cui ogni evocazione di potere
verrà esaudita. Non si tratta della notte in cui Lucifero ci inizia ai
suoi poteri “energetici”, per i newagers. Non si tratta di un carnevale
macabro in cui dissacrare il ricordo dei defunti, irridere la sacralità
della morte, dissacrare l’importanza delle domande fondamentali della
vita (chi sono? da dove vengo? dove vado?) e per la trasgressione
esoterica. Halloween, negli Stati Uniti è stato svuotato di luce dai
protestanti che nell’eresia “condizionalista” – l’assenza della
“comunione dei santi” – nella fobia disperante della solitudine
dell’uomo non più accompagnato e sostenuto dalle anime beate, hanno
riaperto alle porte al “revenants” pagano: il ritorno dei morti per
vendicarsi. Negli anni ’70 la “Chiesa di Satana” di Antony La Vey
mediante agganci hollywoodiani ha contribuito con altri esoteristi a
indirizzarlo verso una trasformazione “horror”, ispirando la saga dei
film del serial killer Michael Myers che nella notte di Halloween uccide
in modo efferato, spinto dalle forze infernali, tutta la sua famiglia.
Bella festa! Allora il falso “Halloween” post anni ‘70 è una
demonopedagogia che mischia il gioco “macabro” ai riti esoterici veri,
perché l’occultismo venga praticato per gioco, visto erroneamente come
“fuoco che non brucia”! In realtà in questa festa celtico-cristiana è
sempre stato festeggiato gioiosamente l’attesa dei propri defunti che
nella “comunione dei santi” venivano – per i celti dal regno dei morti
oltreoceano di Tir Nan Og, per i cristiani da Cielo - mediante la
preghiera, a sorreggere i loro famigliari in un tempo difficile,
l’inverno, dove molti sarebbero morti di freddo e di fame. Tant’è che
qui in Romagna dove abbiamo avuto anche la presenza dei celti ne abbiamo
conservato anche alcune usanze tipiche: 1)accogliere gioiosamente gli
antenati defunti alzandosi presto nella notte di Ognissanti; 2)mettendo
le lenzuola nuove per accoglierli perché dovevano riposare bene dopo il
lungo viaggio; 3)preparare piatti speciali per i “morti” pieni di
calorie per rifocillarsi del lungo viaggio; 4)”la carità di murt” in cui
i poveri andavano di casa in casa ricevendo cibo; 5)la tradizione di
mettere una candela dentro una rapa o zucca per farne una lanterna,
simbolo gioioso della resurrezione di Cristo, per permettere ai nostri
defunti di fare con noi “comunione dei santi”. E il Giudizio di Dio è
chiaro: “gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce perché le loro
opere erano malvagie” (Gv.3,19). Il partecipare anche passivamente alle
opere infruttuose delle tenebre non ci preserva dal pericolo di esserne
ammalorati. E i mali spirituali sono lunghi e dolorosi, molto più
devastanti dei mali fisici. Se il nostro cuore è attirato dalle tenebre
forse è perché è troppo tempo che siamo lontani da Cristo-Luce. Buona
festa di Halloween, buona festa della “veglia di tutti i santi”, la
nostra festa!
Iscriviti a:
Post (Atom)



